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Trentino Alto Adige

Il sentiero panoramico di San Romedio in Val di Non

Il sentiero panoramico di San Romedio in Val di Non

Un sentiero scavato nella roccia lungo il tracciato di un vecchio acquedotto, cinque chiese costruite l’una sull’altra sul cocuzzolo della montagna, le spoglie di un Santo e Bruno, un orso abruzzese ospitato nell’area faunistica dell’Eremo di San Romedio.

Ecco gli ingredienti per una semplice ed avventura passeggiata in Val di Non in Trentino Alto Adige.

L’Eremo di San Romedio si raggiunge da Bolzano passando per San Michele, Ronzone fino a giungere a Sanzeno, oppure da Trento risalendo la Val di Non fino al lago di Santa Giustina per poi costeggiarlo sul versante orientale fino a giungere a Sanzeno.

Il sentiero delle forre di San Romedio

Distanza 2,5 Km, dislivello 100 metri, tempo di percorrenza 50 minuti
Siamo arrivati a Sanzeno attraverso l’alta Val di Non ed abbiamo parcheggiato l’auto in prossimità della Basilica dei SS Martiri Anauniensi, dopodiché abbiamo attraversato l’abitato e in prossimità della Piazza della Fontana ci siamo incamminati lungo via della frazione sanzeno che s’affaccia sul lato sinistro della piccola chiesa di Santa Maria.

Dopo aver attraversato dei soleggiati meleti, il sentiero giunge in prossimità del parcheggio del Museo Retico da dove inizia il percorso panoramico che conduce all’Eremo.

Il primo tratto del percorso s’addentra per qualche centinaio di metri nel fresco bosco fino a giungere all’imbocco del sentiero scavato nella roccia lungo il tragitto di un vecchio acquedotto ottocentesco.

All’ingresso sono a disposizione dei visitatori dei caschi antinfortunistici utili per evitare di sbattere la capoccia contro le rocce in alcuni tratti del percorso dove si è costretti a chinarsi per passare.

Il sentiero, perlopiù pianeggiante e ben protetto da robusti parapetti in legno, segue il percorso naturale della roccia e s’affaccia sulla gola sottostante offrendo interessanti scorci sulla valle per fotografie mozzafiato.

Nel tratto finale il cammino s’allarga inoltrandosi nel bosco, a questo punto è possibile, attraverso una ripida scalinata, scendere e continuare il cammino lungo la strada asfaltata che dal fondo valle porta all’eremo, oppure proseguire tra i faggeti fino a giungere alla scalinata che porta al santuario.

Attraversato un piccolo ponte in pietra si giunge alla scalinata che porta all’Eremo di San Romedio.
Un scalinata porta al sacello costruito nell’anno 1000.

All’interno delle cinque chiese

Una volta giungi all’Eremo di San Romedio lungo i 131 scalini che portano ad un piccolo terrazzo porticato con vista sullo strapiombo di 70 metri s’affacciano le cinque cappelle costruite a partire dall’anno mille.

La chiesa Antica con il sacello costruita nel 1120 nel luogo dove riposano i gesti mortali di San Romedio, la chiesa di San Romedio edificata del 1513 e la chiesa di San Michele del dai Conti Thun nel 1713 costruite entrambe grazie ai conti Thun e infine la cappella dell’Addolorata realizzata nel 1923 come ex voto dei reduci della prima guerra mondiale.

Alla ricerca dell’orso Bruno

Romedio era un erede di una ricca famiglia bavarese, dopo un suo pellegrinaggio a Roma, decise di donare tutti i suoi averi e diritti posseduti nella valle dell’Inn alla chiesa, ritirandosi poi a vita di penitenza nelle grotte presso Sanzeno in Val di Non.

La tradizione narra che Romedio un giorno, dovendo recarsi a Trento per incontrare Vigilio, il vescovo della città, chiese al suo compagno Davide di sellargli il cavallo.

Il discepolo tornò con la notizia che un orso aveva sbranato il cavallo, il Santo non si scompose e gli ordinò di sellare l’orso che, docilmente si lasciò mettere la sella e lo condusse poi fino a Trento.

Da quel momento in poi l’orso rimase con Romedio fino alla sua morte.

Ricordando questa leggenda dal 1958 ad oggi l’Eremo accoglie nell’area faunistica del santuario di San Romedio esemplari di orsi destinati alla soppressione come Charlie, Cleo, Cora, Orfeo e Prica e dal 2013 Bruno, un esemplare di orso marsicano.

Informazioni e link utili

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