Un film parlato: viaggio nel mediterraneo (1/5)

Un film parlato: viaggio nel mediterraneo (1/5)

Pochi e semplici prodotti di stagioni che sappiano raccontare le ricchezze delle tradizioni gastronomiche dei paesi che s’affacciano sul Mar Mediterraneo, un menù ispirato al film Un film parlato  (Um filme falado) del 2003 scritto e diretto da Manoel de Oliveira, presentato alla 60a  mostra del cinema di Venezia,  che racconta la crociera di Rosa Maria, una giovane professoressa universitaria e della figlia Maria Joana in viaggio per raggiungere il marito a Bombay.

Un itinerario a tappe tra Lisbona, Marsiglia, Napoli, Atene, Istanbul, il Cario alla scoperta dei luoghi e delle tradizioni dei popoli che hanno fondato la cultura occidentale.

Una trama fatta di tante storie che s’intrecciano, dove gli attori recitano nelle loro lingue d’origine: portoghese, francese, italiano, greco e inglese; un film volutamente lento e nostalgico  che invita al dialogo tra le diverse culture.

Partiamo dalla scelta dei prodotti:

Melanzana: una pianta originaria dell’India, introdotta nel bacino del Mediterraneo dagli Arabi intorno al quinto secolo con il nome di  al-badingian; in Italia venne inizialmente chiamata petonciano o anche petronciano, solo più avanti prese il nome di Melangiana ossia mela non sana giusto per sottolineare la non commestibilità del frutto crudo . La Melanzana è presente in molti piatti tipici della cultura gastronomica mediterranea basti pensare alla Moussakà grega, al Baba Ganush siriano-libanese, al Imam Bayildi turco o infine alla caponata siciliana. La melanzana contiene solanina una sostanza che può provocare  qualche problema gastrointestinale, ma fortunatamente la sua presenza e concentrazione è inversamente proporzionale al grado maturazione del frutto ed è contenuta principalmente nella  buccia; quindi una generosa mondatura allontana qualsiasi rischio. Va inoltre ricordato che la melanzana è ricca di fibre e possiede proprietà depurative per la salute del fegato.

Pomodoro: gli antichi Aztechi chiamavano questa pianta xitomati ed era parte integrante della loro cucina; il pomodoro arriva in Europa nel 1540 grazie il condottiero Hérnan Cortés, inizialmente si pensava che fosse una pianta velenosa, quindi venne utilizzata come ornamento per i giardini; i francesi ritenevano invece che avesse proprietà afrodisiache da qui l’origine dell’antico nome pomme d’amour. Cos’altro aggiungere, il pomodoro è l’ingrediente principe della cucina mediterranea presente in tutti i paesi  latini e arabi dove viene cucinato, presentato da solo o abbinato ad altri prodotti. Il pomodoro fornisce all’organismo una serie svariata di sostanze utili tra le quali il licopene, un antiossidante appartenente alla famiglia dei carotenoidi, in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, sostanze che concorrono all’invecchiamento del nostro corpo.

Anguria o cocomero: è un frutto d’origine africana conosciuto come Tsamma, fu importato in Europa nel 19esimo secolo da David Livingstone, ebbe subito un’ampia diffusione; il frutto è succoso e rinfrescante, leggermente zuccherino ( 92% d’acqua e 8% di zucchero ) e ricco di fibre; recentemente alcune ricerche hanno confermato le proprietà cardio-protettive e l’interessante capacità di ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue, nonché la capacità di tenere sotto controllo il peso corporeo.

Menta: è una pianta aromatica perenne di origine europea, diffusa nel bacino del mediterraneo, è utilizzata in cucina per insaporire bevande e pietanze; note le sue proprietà digestive, rinfrescanti e analgesiche.

Ceci: è una pianta antica già coltivata nell’età del bronzo nei territori dell’attuale Turchia e Iran, il suo nome deriva dal latino Cicer e per l’eccezionale concentrazione di carboidrati e proteine è definito “la carne dei poveri”, tant’è che è il terzo legume più consumato al mondo dopo fagioli e soia.  I ceci contengono acidi grassi insaturi, meglio conosciuti come Omega3, capaci di ridurre il valore dei trigliceridi nel sangue e soprattutto di regolare il ritmo cardiaco, inoltre essendo ricchi di fibre aiutano l’intestino e  contribuiscono a equilibrare i livelli di glucosio.  I ceci, comprese le sue innumerevoli varietà, come il cecio nero dell’Alta Murgia Barese,  sono presenti nei piatti di tutti i paesi del mediterraneo come: l’Hummus libanese, le falafel  o il koshari egiziano, i ceci con il chorizo spagnolo e le innumerevoli ricette italiane come la farinata ligure, le panelle palermitane, pasta e ceci toscana; insomma un seme prezioso e versatile.

Spinaci: anche in questo caso è una pianta originaria dell’Asia, forse dell’antica Persia, introdotta in Europa dagli Arabi intorno all’anno mille. E’ un prodotto ricco di ferro ma anche di vitamine, sali minerali, clorofilla che garantiscono proprietà antiossidanti, depurative e lassative. Un’alimento presente nella cucina mediterranea:  fatayer sabanekh libanese, l’insalata di spinaci alla marocchina, ceci e spinaci alla sivigliana, per quanto riguarda l’Italia c’è l’imbarazzo della scelta tra le innumerevoli ricette a base di spinaci, forse su tutte trionfa la conosciutissima Torta Pasqualina.

Cetriolo: originario dell’India è un prodotto povero di calorie e ricco di fibre e sali minerali, inoltre la presenza di Acido Tartarico, che impedisce la trasformazione dei carboidrati  non utilizzati dal nostro organismo in grassi, fa di questa  verdura un “toccasana” per le diete dimagranti. Essendo una verdura ricca d’acqua favorisce la diuresi.

Feta: è un formaggio semi-grasso prodotto con il latte di pecora

Yougurt: le prime testimonianze di questo prodotto, ottenuto dalla fermentazione del latte, risalgono al 6.000 avanti cristo; originario dell’Asia centrale si diffuse nel bacino del mediterraneo grazie ai Fenici, Greci, Egiziani e Romani. Solo nel 19esimo secolo il biologo bulgaro Stamen Grigorov riuscì ad isolare il Lactobacillus bulgaricus responsabile della fermentazione del latte. Esistono svariate qualità di yougurt: normale, greco, filtrato, di latte vaccino o di capra; ma in linea di massima, al di là delle diverse concentrazioni di grassi,  tutti contengono vitamine B1,B2 e batteri probiotici che contribuiscono a rinforzare le difese del nostro organismo.

Insomma! Tutto ciò che ci serve per stare in forma è praticamente sui banchi dei nostri mercati rionali, ma bando alle ciance  e veniamo ora al menù

per quanto riguarda la spesa per 4 persone:

  • anguria baby ( circa 1,5 kg);
  • tre melanzane;
  • pomodorini pachino e san marzano;
  • una confezioni di ceci secchi;
  • spinaci freschi ( circa 2 Kg );
  • tre cetrioli;
  • yougurt greco al naturale;
  • aglio, cipolle, peperoncino.

Carlo per oplá!

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