Zuppa di lenticchie e zucca

Zuppa di lenticchie e zucca

A Santo Stefano di Sessanio, un piccolo centro abitato alle pendici del Gran Sasso in provincia dell’Aquila, viene coltivata, ad una quota compresa tra i 1.200 e i 1.600 metri, un’antichissima lenticchia marrone che può essere cotta senza ammollo. Questo piccolo tesoro é stato inserito nei presidi slow food con lo scopo di incentivarne la produzione e impedirne l’estinzione. 

Ma non é solo il territorio dell’antica colonia fenicia di Petrut a coltivare questo prezioso alimento. A testimonianza della ricchezza agroalimentare del nostro paese si possono citare altre zone produttive come il  Salento, Colfiorito, Castelluccio di Norcia, Ustica, Mormanno e Onano. Una varietà di prodotti unici con caratteristiche nutrizionali differenti in base al luogo di produzione, al terreno e a clima che varrebbe la pena di scoprire.

Dalla Puglia le lenticchie verdi giganti piú grandi rispetto alla qualità marrone e inserite nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

Dall’Umbria due varietà le lenticchia di Colfiorito, piccola e saporito dal color giallo-rosso-verde e le lenticchie di Castelluccio di Norcia che ha ottenuto la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta);

Dalla Sicilia la piccola e bruna lenticchia usticese coltivata in piccoli appezzamenti di terreno vulcanico e la bionda lenticchia di Villalba che, rispetto alle altre cultivar, contiene piú proteine e ferro.

Le lenticchie sono un alimento ricco di fibre che contribuiscono al corretto funzionamento dell’intestino, inoltre – come la soia, i ceci o i fagioli – aiutano ad abbassare il livello di colesterolo “cattivo” circolante. Apportano minerali importanti per l’organismo come il ferro e il magnesio, infine contenendo acido folico che aiuta a mantenere in forma il sistema cardiocircolatorio.

Ma attenzione, Coldiretti segnala che dei circa 10 milioni di chili di lenticchie consumate durante il periodo natalizio, più di nove sono straniere. Questo perché la produzione italiana non è in grado di soddisfare la domanda interna, inoltre il prodotto italiano ha un costo più elevato rispetto a quello importato da paesi come Canada, Stati Uniti, Cina e Turchia. Sempre Coldiretti pone l’accento sul rischio di estinzione di una produzione antichissima, quindi quando compri una busta di lenticchie fai attenzione alla provenienza e sostieni i produttori nazionali.

ingredienti per quattro persone:

  • 400gr di lenticchie verdi di Altamura;
  • 400gr di zucca mantovana;
  • 20gr di olio extravergine d’oliva;
  • una cipolla intera;
  • mezzo gambo di sedano;
  • una carota;
  • prezzemolo;
  • mezzo peperoncino;
  • sale e pepe

preparazione:

Lava accuratamente le lenticchie per eliminare eventuali residui di produzione, poi lasciale in ammollo per circa 4 ore, fai un battuto di cipolla, sedano, carota e prezzemolo e riponilo in una casseruola con 4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, fai stufare per qualche minuto, poi aggiungi 3/4 di litro d’acqua, sale, pepe, le lenticchie scolate e la zucca che avrai precedentemente mondato e tagliato a piccoli pezzi. Cuoci il tutto per 40 minuti finché le lenticchie non risulteranno morbide.

Se ti piace puoi aggiungere peperoncino oppure delle fette di Lardo, oppure puoi arricchire il tutto con dei gamberi.

Servi la zuppa calda e lascia ai commensali la decisione di aggiungere altro sale, pepe o olio. E’ un piatto gustoso che regala un senso di sazietà davvero duraturo.

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