Alla scoperta della baia degli olandesi a Kalpitiya. Viaggio in Sri Lanka

Alla scoperta della baia degli olandesi a Kalpitiya. Viaggio in Sri Lanka

Il villaggio di Kalpitiya e la vicina Baia degli Olandesi sono destinazioni poco conosciute e al di fuori dei circuiti turistici internazionali che sanno però regalare un’esperienza di viaggio davvero emozionante, soprattutto se come noi, sei alla ricerca di luoghi autentici e incontaminati dove è possibile avvistare delfini o balene.

Come arrivare

Kalpitiya è un villaggio di pescatori situato sull’estremità nord dell’omonima penisola e dista circa 140 Km dall’aeroporto internazionale Bandaranaike. Abbiamo guidato per quasi tre ore prima di raggiungere la nostra meta, in quanto il tratto di strada A3 che collega la città di Colombo a Puttalam, pur essendo a due corsie, è trafficatissimo!

Una volta arrivati a Puttalam abbiamo imboccato la B349 che costeggia il lato interno della lunga baia e attraversa numerose saline e piccoli agglomerati urbani.

Giunti a Kandakuliya percorriamo qualche chilometro di strada sterrata tra dossi, buche, palme e piccole casupole di mattoni. Non ci sono ristoranti o negozi di souvenir e i pochi negozi di alimentari sono baracche di legno dove è possibile acquistare dalla noce di cocco alla scheda telefonica. Nonostante ciò siamo già rapiti dalla genuina bellezza del luogo.

Dove alloggiare

Alloggiamo al Wellé Wadiya ( vai al sito ) un piccolo albergo a gestione famigliare con solo sei camere che s’affacciano sull’oceano indiano. Lo staff della struttura è gentile e il cuoco Samir propone, per i più temerari, i piatti tipici della cucina singalese a base di riso, pesce, curry, latte di cocco, curd ( scopri cos’è ) e tanto ma tanto peperoncino e pepe. Da provare!

Cosa visitare a Kalipitya

L’indomani del nostro arrivo decidiamo di visitare Kalpitiya, percorriamo i pochi chilometri che ci separano e ci immergiamo subito in un’atmosfera da Indiana Jones e il tempio maledetto: strade trafficate, persone che s’intrattengono sorseggiando del té, cani, galline e capre che trottano indisturbati tra auto, biciclette e innumerevoli Ape Piaggio personalizzate con colori, graffiti e tappezzerie da far impallidire i miglior scenografi di Bollywood.

Decidiamo di buttare un occhio al mercato del pesce, località suggerita dalla nostra guida cartacea, attraversiamo così il villaggio fino a raggiungere il versante opposto della penisola e ci imbattiamo in una immensa salina dove permea nell’aria un pungente odore di pesce, dovuto alle numerose stuoie sulle quali sono adagiati in fila indiana migliaia di pesciolini esposti al sole tropicale per l’essiccazione.

Il mercato del pesce non son altro che sei baracche di legno dove i pescatori preparano le reti ed eviscerano il pesce pescato per i pochi clienti locali. Ma la cosa che più ci ha colpito del villaggio è la convivenza pacifica di gruppi religiosi differenti in un luogo dagli spazi così ristretti, al punto che in uno dei numerosi incroci di Muhathuwaram Road a destra si trova una chiesa protestante olandese e a sinistra un minareto di una moschea mussulmana.

Un bel messaggio che gli europei dovrebbero imparare soprattutto in questo periodo.

La baia degli olandesi: il paradiso di chi ama il windsurf

Lasciamo il villaggio e percorriamo sand road una strada sterrata che costeggia la Baia degli Olandesi.

Il paesaggio è spettacolare! A sinistra il blu dell’oceano indiano interrotto dal tumultuoso fragore delle onde che s’infrangono sulla battigia di sabbia bianca; a destra il verde cristallino delle acque interne alla baia piatte come una lastra di vetro; davanti a noi l’India e alle nostre spalle una zona paludosa con palme da cocco e mangrovie.

Torniamo alla nostra guest house perché nel pomeriggio ci attende il Safari al Wilpattu National Park.

Ricorda di fare mi piace sulla pagina Facebook di Oplà ti fa bene

Vota l'articolo:

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...



Rispondi