Il forte di Galle e il rientro a Milano. Viaggio in Sri Lanka

Il forte di Galle e il rientro a Milano. Viaggio in Sri Lanka

Purtroppo è arrivato il giorno del nostro rientro a Milano. Lasciamo Tangalle e ci dirigiamo verso Colombo con l’intenzione però di trascorrere qualche ora a Galle, una cittadina fortificata costruita durante la dominazione coloniale portoghese prima e olandese dell’isola.

La città vecchia di Galle è un patrimonio dell’umanità nonché la più grande fortezza di origine europea tra quelle rimaste in Asia, una combinazione di architetture europee e asiatiche dove convivono, in apparente armonia, chiese cattoliche, protestanti, moschee mussulmane e templi induisti. Passeggiando lungo le assolate mura della fortezza ammiriamo le sfumature dell’oceano indiano e gli edifici che scandiscono l’urbanistica della città vecchia come la torre dell’orologio e il grande faro bianco che svetta all’imbocco della baia, ma a interessarci maggiormente sono le innumerevoli vie che s’inoltrano verso il centro cittadino sulle quali si aprono le porte di numerosi negozi e ristoranti dall’atmosfera coloniale.  E’ domenica e per molti cingalesi è un giorno di festa, qua e là per la cittadina ritroviamo gruppi di persone che si godono la frescura all’ombra degli alberi consumando un pranzo al sacco e ascoltando musica.

Raggiungiamo Perera che nel frattempo è andato a far visita ad un amico, e mentre attraversiamo la città nuova all’altezza della stazione ferroviaria, il nostro fidato compagno di viaggio ci mostra un cippo commemorativo in ricordo delle oltre 4.000 vittime del violento tsunami del 26 dicembre 2004 ( guarda il video del disastro ).

Lasciamo Galle e imbocchiamo una strada per Colombo che nonostante le più positive aspettative di Perera si rivela trafficatissima e anziché arrivare all’aeroporto intorno come pianificato alle 14.30, giungiamo intorno alle 16.00 con il volo schedulato per le 17.20. Con un po’ di agitazione salutiamo Perera ringraziandolo per l’estrema disponibilità e gentilezza lasciandoli un piccolo omaggio e corriamo verso l’ingresso delle partenze.

Le procedure d’imbarco dell’aeroporto di Colombo sono leggermente diverse in quanto prevedono una prima verifica dei passaporti all’ingresso dell’edificio, il controllo elettronico dei bagagli prima dei banchi per l’emissione del biglietto o consegna bagaglio da stiva e infine per gli utenti stranieri l’accertamento del visto in uscita dal paese. Insomma se capiti all’aeroporto internazionale Bandaranaike pianifica bene i tempi per evitare di perdere il volo.

Ci siamo concessi il lusso di un biglietto in classe busines per poi usufruire della Lounge Emirates durante le 12 ore di scalo all’aeroporto di Dubai. Partiamo in orario con un Boing 767/300, champagne di benvenuto, coperta sulle gambe e inizia il tour cinematografico, poi cena vegetariana e pisolino d’ordinanza.

Arriviamo intorno alle 20.30 ora locale a Dubai e prima d’accedere all’enorme lounge Emirates che occupa il primo piano dell’interno terminal dell’aeroporto,  passeggiamo tra i vari duty free shop alla ricerca di qualche souvenir da portare con noi in Italia.  La lounge è qualcosa di spettacolare che conferma l’estrema attenzione che Emirates rivolge ai propri clienti: divanetti e poltrone ovunque, tre spazi di ristoro con bevande e cibo in abbondanza aperti 24 ore e delle meravigliose chaise longue isolate dal resto della lounge dove è possibile riposare. Inutile dirti che ci appropriamo di due lettini e qui dormiamo tutta la notte.

Ci svegliamo intorno alle 6.00 e ci concediamo una doccia con accappatoio caldo, una abbondante colazione e attendiamo l’ora dell’imbarco per il volo diretto a Milano questa volta operato con un Airbus A380/300.  Partiamo in orario e durante le sei ore previste di volo veniamo coccolati come dei pascià: aperitivo, pranzo e qualche capatina allo skybar ad ammirare le montagne nevose dell’Iran mentre sorseggiamo spumante. Giunti a Milano ad attenderci un autista che ci ha accompagnato a casa.

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