mi chiamo Carlo

Chi sono in sette parole: quarantenne, architetto, UX designer, appassionato di cucina, fotografia, viaggi e illustrazioni, per maggiori informazioni continua a leggere qui sotto.

Quarantenne: 42 anni meravigliosamente portati. Ho vissuto il passaggio dall’era analogia al digitale. Ho ascoltato i 45 giri preferiti con il mio Penny Mangiadisci negli anni 70, mi son scatenato con le musicassette delle rockstars che amavo con il mio Sony Walkman negli anni 80,  ho vissuto l’intimismo degli anni 90 con il Sony CD Player e infine caricato e organizzato  i migliori brani del momento sul mio Apple Ipod miniHo giocato con il Big JimCrystal Ball e i Micronauti. Ho fatto da cavia con le tortine al cioccolato preparate dalla cuginetta con il Dolce Forno Harbert.  Ho listato righe di codice sul mio Commodore VIC20 per sentire solo una lungo “BOING dallo speaker del computer dopo il comando RUN, ho passato le nottate davanti alla TV collegata con il mio Sega Mega Drive per salvare la principessa Prin Prin in Ghosts’N Goblins.

Architettomi sono laureato in architettura al Politecnico di Milano  con una tesi di restauro, conservazione e riuso. Per una serie casuale di eventi mi son ritrovato poi a fare tutt’altro nella vita. Non pratico la professione ad eccezione di qualche progetto di interior design per parenti e amici. Della mia passata formazione rimane tutt’oggi l’interesse per la storia dell’architettura, le ricerche d’archivio e il design industriale. Adoro programmi “pop” come Nicole Curtis Rehab Addict, Buying & SellingGrand Designs e rimpiango gli appuntamenti domenicali postprandiali con Philippe D’averio e il suo Passepartout.

User Experience Designer/Strategist: al giorno d’oggi è davvero difficile stare al passo con l’evoluzione della toponomastica dei profilo professionali nell’era 2.0, se negli anni novanta bastava mettere un web + qualcosa per essere cool“, ora, per rimanere nel Quadrante Magico di Gartner,  l’Olimpo per gli ingegneri informatici, devi usare termini come “social media“, “web communication specialist” oppure “digital“. Nel dubbio è consigliabile aggiungere anche un “manager” che fa sempre la sua sporca figura. Al di là delle definizioni, mi piace spiegare la mia professione con questa semplice metafora: come l’architetto organizza lo spazio fisico della tua casa, così l’esperto di User Experience organizza lo spazio virtuale che ogni giorno utilizzi per acquistare un biglietto aereo,  prenotare un esame clinico o per programmare il tuo nuovo smart TV a registrare la partita della squadra del cuore, questo significa che aiuto le aziende a rendere facili, intuitivi e piacevoli siti web, APPs, servizi, prodotti, etc.

Fotografia: ho frequentato, con scarso profitto direi, un corso di fotografia presso l’associazione Gruppo Immagine di Lodi; “armato” con una Sony Alpha o con Samsung 4 Mini catturo immagini di quel che vedo ogni giorno: emozioni, persone, cibo e luoghi, se vuoi puoi seguirmi su instagram.

Cucina: da piccolo osservavo mia madre mentre cucinava e rimanevo rapito da come riuscisse a trasformare, con gesti sicuri e pieni di consapevolezza, un uovo in gustose tagliatelle al pomodoro. La cucina di casa mi sembrava un laboratorio alchemico  mentre il ricettario un proibito libro di magie conservato nell’ultimo cassetto della credenza che solo mamma poteva consultare. Con il tempo e l’esperienza ho imparato che cucinare è un atto d’amore rivolto verso i propri commensali e che la condivisione del cibo rafforza i legami e appiana le incomprensioni. Il cibo è racconto che s’articola attraverso la scelta dei prodotti e la loro combinazioneIl cibo è memoria collettiva perché rievoca tradizioni della propria cultura ed è anche memoria individuale perché le esperienze olfattive e gustative fanno riemergere ricordi di eventi  personali e famigliari.
Numerosi gli esempi di pellicole cinematografiche che hanno raccontato il cibo e l’arte culinaria, personalmente ho apprezzato: Amarcord di Federico Fellini,  Il pranzo di Babette, di Gabriel Axel, La Grande Abbuffata di Marco Ferreri, Chocolat di  Lasse Hallström, Cous cous di Abdellatif Kechiche; come pure nella narrativaAfrodita di Isabel Allende, Dolce come il Cioccolato di Laura Esquivel, La cucina del buongusto di Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosaria Lazzati, La storia del mondo in sei bicchieri di Tom Standage.

Viaggi:  “viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino” (Luis Sepúlveda). Non c’è altro d’aggiungere all’affermazione del grande narratore cileno che ci fa comprendere come il viaggio sia un’esperienza formativa per persone curiose alla ricerca di novità. 

Illustrazioni: da sempre disegno; matite o penne, su fogli strappati o sull’agenda degli appunti, oppure sul pc con illustrator o programmi simili, a volte per lavoro utilizzo questa passione e abilità per realizzare prodotti di comunicazione.

In tutto questo ciarlare mi son scordato di scriverti: piacere sono Carlo

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7 thoughts on “mi chiamo Carlo”

  • Ciao, bello il tuo blog! mi piacciono i tuoi interessi e le tue ricette. mi chiedo solo quali fossero i 45 giri preferiti con il tuo Penny Mangiadisci negli anni 70. ti andrebbe di elencarli?

    • Certo! Con molto piacere. 1) il primo 45 giri acquistato fu Heidi ti sorridono i monti, 2) Grease You’re the one da un lato e Oh Sandy nell’altro, 3) Gioca Jouer di Claudio Cecchetto, 3) Gig Robot d’acciaio, 4) capita Harlock, 5) la serie completa delle fiabe sonore, 6) Se mi lasci non vale solo perché mia madre adorava Julio Iglesias, 7) Dolce Remi, 8) Mazinga zeta, 9) Atlas Ufo Robot cantata da Stefania Rotolo, 10) Mork e Mindy, 11) Lassie, 12) Pelinca ragazzina…

  • Potrebbe essere il tuo originalissimo Cv. Scritto in questo modo è davvero intrigante e fa capire molte cose di te. A volte basta poco per presentarsi in modo efficace. Tienine conto caso mai dovessi presentarti per un posto di lavoro 🙂

  • Ciao! Sono Agnese, quarantenne-quasi-cinquantenne, alimentarista, sicul-umbra, appassionata della chiacchiera… E’ un piacere fare la tua conoscenza, ti seguirò con interesse!

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