perché questo blog

Perché questo blog? Ma soprattutto, ti domanderai: perché non è il solito blog di cucina.

Era un umido mattino di dicembre, la scighera pian piano si dissolveva sotto un pallido sole che timido faceva capolino in alto nel cielo;  quella stessa sera ci sarebbero stati ospiti a cena e avevo deciso di preparare il mio piatto forte il  boeuf bourguignon. Mi recai dal macellaio di fiducia poi al solito ipermercato per acquistare qualche prodotto fresco e rimpinguare così la dispensa di casa. Tutto bene fino al reparto ortofrutticolo, dove sbadatamente presi un ramo di pomodori da insalata, li insacchettai e prima di riporli nel carrello, pensai: “pomodori a dicembre? Ma da quando..“; mi voltai cercando indicazioni e sul cartello del prezzo lessi “Algeria“. Subito pensai:

questi bei pomodori rossi e sodi hanno percorso DUEMILACINQUECENTO chilometri prima d’arrivare sulla mia tavola, sono stati emessi nell’atmosfera chilogrammi di anidride carbonica tra le due sponde del mediterraneo per permette a me e ai miei ospiti di mangiare una insalata di pomodori a Dicembre. Sicuramente la verdura sarà stata raccolta non ancora matura e avrà viaggiato per una decina di giorni ( almeno ) in celle frigorifere, dove sarà stata portata a maturazione ( si fa per dire ) con artifici vari”. 

A seguito di queste considerazioni, ho riposto i pomodori nella loro cassetta e ho optato per un bel cespo di verza prodotta a Cuneo, che poi fu presentata in insalata con un gustoso condimento a base di olio, aceto e acciughe.

Questo per raccontarti l’attimo esatto in cui inizia a pensare di aprire un blog che parlasse, attraverso la scoperta di prodotti agroalimentari locali, delle nostre tradizioni gastronomiche, ma soprattutto che contribuisse a diffondere una maggiore consapevolezza su ciò che si mangia. Perché come si dice dalle nostre parti  “suche e melon à la son stagion” ed essendo il cibo l’unica cosa che introduciamo nel nostro corpo forse è meglio sapere cosa fa bene e cosa fa male, quando è meglio mangiare pomodori e quando invece è preferibile consumare una verza. Nella speranza che la condivisione del racconto di questo viaggio alla “riscoperta” di un sapere culinario perduto possa esserti d’aiuto, ti auguro buona lettura.  Se ti va partecipa commenta, invia suggerimenti o metti un semplice “mi piace”.

A presto

Carlo

 

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