Let’s pasta! Ragù al triplo pomodoro e raspadura lodigiana

Let’s pasta! Ragù al triplo pomodoro e raspadura lodigiana

Tutti noi sappiamo come preparare un ragù di pomodoro a regole d’arte: carote, sedano, cipolla, prezzemolo, pomodori o passata di pomodoro, basilico, aglio, vino rosso, qualche spezia a piacere, carne macinata di manzo e maiale e un cucchiaio di concentrato. Ma quale risultato si otterrebbe miscelando più prodotti derivati dal pomodoro? Preso da questa curiosità mi son messo ai fornelli, ho aperto la credenza ho iniziato la sperimentazione. Risultato un ragù di pomodoro e basilico dal sapore decisamente intenso.

Colgo l’occasione di questa ricetta per parlarti di etichette alimentari e per quale motivo preferisco utilizzare la passata di pomodoro. Se non sei interessato puoi saltare direttamente alla lista degli ingredienti.

Pelati, polpe, passate, concentrati, conserve e sughi pronti, un tripudio di prodotti negli scaffali dei market alimentari che hanno come protagonista il pomodoro.

Ma quali sono le differenze?  Grazie al Decreto Legge 157/2004, possono utilizzare la denominazione passata di pomodoro, solo quei prodotti ottenuti dalla spremitura del pomodoro fresco, diversamente per tutte le altre diciture ( polpa, concentrato, preparato per sugo, etc. ) la legge è meno restrittiva quindi possono essere utilizzati anche verdure surgelate. Nel 2006 Ministero della attività Agricole e Forestali ha emanato un secondo decreto che impone ai produttori di indicare sull’etichetta la provenienza ( regione o stato ) della pomodoro utilizzato per la produzione delle conserve.

E’ chiaro che saper leggere l’etichetta del prodotto ci permettere di scegliere solo quelle conserve preparate in Italia con pomodori raccolti in una determinata zona e nel giusto periodo di maturazione. Quindi la prossima volta che andrai al supermercato, prima di buttare nel carrello una bottiglia di passato o una scatola di pelati controlla il numero che trovi sul fondo della confezione.

Il numero riportato sul fondo del barattolo o sulla confezione è composto da una lettera dell’alfabeto seguita da un numero compreso tra 1 e 365. La lettera indica l’anno, ed è decisa di volta in volta dal Ministero delle Attività Produttive, mentre il numero il giorno in cui i pomodori sono stati inscatolati. Quindi un prodotto inscatolato tra e è altamente probabile che abbia utilizzato pomodori freschi.

Un breve accenno alla “Raspadura Lodigiana“, ossia forme di grana padano tagliate a metà e raschiate con una lunga lama, da qui il termine raspadura, per ottenere riccioli sottilissimi di formaggio.

Veniamo ora alla ricetta.

ingredienti per quattro persone

  • Una confezione di passata di pomodoro;
  • Una scatola di pomodori pelati;
  • Un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro;
  • Un cucchiaio di verdurina a Mutti;
  • Un gambo di sedano;
  • Una carota;
  • Uno scalogno;
  • Mezzo spicchio d’aglio;
  • 150 gr di macinata di manzo;
  • 150 gr di macinata di maiale;
  • 100 gr di raspadura lodigiana;
  • Quattro cucchiai di olio extra vergine d’oliva;
  • Un bicchiere di vino rosso;
  • Qualche foglia di basilico;
  • Una foglia d’alloro;
  • Mezzo peperoncino;
  • Un cucchiaio di zucchero;
  • 400 gr di pasta di grano duro;
  • Sale e pepe

Preparazione:

Monda, pulisci e taglia a dadini le verdure: carote, sedano e lo scalogno; riponile in una casseruola con l’olio di oliva, fai soffriggere per qualche minuto, poi versa mezzo mestolo di acqua e aggiungi il triplo concentrato di pomodoro e la verdurina, lasciale stufare il tutto finché l’acqua non sarà completamente evaporata.

Aggiungi la carne macinata di manzo e maiale, sale, pepe, l’alloro, il peperoncino e fai rosolare il tutto finché la carne non risulterà ben cotta, alla fine sfuma con del vino rosso poi aggiungi la passata di pomodoro e i pomodori pelati e il cucchiaio di zucchero.

Abbassa il fuoco e lascia cuocere lentamente per almeno due ore finché la passata non si sarà completamente addensata e i pelati sciolti completamente.

In una pentola porta a scaldare dell’acqua, al bollore aggiungi un pugnetto di sale e versa la pasta. Segui le indicazioni riportate sulla confezione per i tempi di cottura.

Una volta cotta al dente, scola la pasta, condisci con abbondante ragù e termina il piatto in un ciuffo di raspadura lodigiana.

carlo per oplá!

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