Anuradhapura l’antica capitale singalese tra storia e spiritualità. Viaggio in Sri Lanka

Anuradhapura l’antica capitale singalese tra storia e spiritualità. Viaggio in Sri Lanka

Secondo giorno in Sri Lanka. È una mattinata di sole splendente e dall’ampia finestra della nostra camera osserviamo il mare che s’infrange con fragorose onde sulla spiaggia popolata da alcuni pescatori intenti a radunare le reti dopo la pesca notturna. Samir il cuoco della guest house ( vai al sito di Wellè Wadya ) ci prepara una colazione europea a base di uova strapazzate con cipolle e peperoncino, pane tostato, gelatina di frutta e succo di ananas.

Perera, così si chiama la persona che ci accompagnerà durante questi nove giorni, arriva con un’ora di ritardo. Gli spieghiamo brevemente l’itinerario della giornata e partiamo subito in direzione Anuradhapura.

Come arrivare a Anuradhapura

Le rovine di Anuradhapura sono tra le più affascinanti dell’Asia meridionale e sono state inserite nel 1982 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il vasto complesso comprende una ricca collezione di meraviglie archeologiche e architettoniche: enormi dagoba ossia alte cupole in mattoni ( scopri cos’è ), piscine e templi costruiti durante i 1000 anni in cui la cittadina fu capitale dello Sri Lanka.

Percorriamo i settanta chilometri che ci separano dall’antica capitale singalese in due ore. Nonostante le brevi distanze i tempi di percorrenza in Sri Lanka si dilatano all’inverosimile in quanto il traffico è continuamente ostacolato dalla presenza sulla carreggiata di numerosi tuk-tuk ( scopri cos’è ), autobus, autocarri, vacche che pascolano sul ciglio della strada e numerosi cani.

Inoltre tutti devono sorpassare tutti in un trionfo di “pit-pot” in quanto il galateo stradale singalese suggerisce che il sorpassante avvisi gentilmente il sorpassato con un bel colpo di clacson.

Assistiamo anche ad un ribaltamento di un autobus di linea che pattinando sul fondo stradale si rovescia sull’adiacente canale di scolo. Nessun ferito, tutti scendono un po’ frastornati dalla portiera dell’autista.

Pereira rallenta, accosta, abbassa il finestrino, parla in singalese con i primi soccorritori poi voltandosi ci domanda “take a picture?“. Rimaniamo un po’ storditi da questa insolita richiesta, rispondiamo con un cordiale “No, thanks“, ma a questo punto ci pensa lui a sfoderare il telefonino e a scattare una bella foto per documentare l’evento.

Visita alle rovine del tempio di Wessa Girya

La prima tappa del nostro itinerario, su suggerimento di Perera, è Wessa Giryia, un ammasso di rocce monolitiche appoggiate sulla pianura circostante a circa sette chilometri da Anuradhapura che, ben duemila anni fa, fungevano da riparo ai primi monaci buddisti dell’isola. Saliamo lungo una scalinata scavata nella pietra e arriviamo in cima dove è possibile vedere in lontananza gli ombrelli delle dagobe ( simbologia degli elementi architettonici della Stupa) della città sacra di Anuradhapura.

Tra le dagobe del parco archeologico di Anuradhapura

Una volta giunti in città acquistiamo il biglietto d’ingresso alla zona sacra ( 3.500 rupie circa 20 euro a persona) e ci dirigiamo verso Abhayagiri Dagoba un importante centro monastico che in passato ospitò 5.000 monaci.

La gigantesca cupola a forma di ciotola di riso capovolta fu costruita nel I° secolo avanti Cristo dal Re Walagamba. La leggenda narra che al suo interno è sepolta una statua di toro dorato contenente la clavicola del Buddha. Poco distante i resti del Palazzo Mahasena dove possiamo ammirare, quella che viene definita dalle guide turistiche, la Sandakada pahana ossia la Pietra di Luna ( scopri cos’è ) più bella di tutto il Sri Lanka.

Uscendo dal tempio imbocchiamo la strada principale arrivando al Samadhi Buddha, la statua dell’illuminato che originariamente nell’incavo delle orbite oculari ospitava due cristalli.

Nelle immediate vicinanze ammiriamo un interessante esempio di ingegneria idraulica Kuttam Pokuna: una coppia di piscine gemelle realizzate nell’ottavo secolo per raccogliere e portare l’acqua nei vicini giardini del monastero.

Ci rifugiamo poi in auto perché inizia a piovere a dirotto e ci dirigiamo lentamente verso Lankarama Dagiba. Osserviamo da lontano questa antica dagoba il cui perimetro è puntellato di pilastri in granito il cui compito era sorreggere un copertura andata distrutta.

Per fortuna la pioggia si fa sempre più rarefatta e ci permette di visitare Thuparama Dhagaba un tempio buddista realizzato per volere del Re Agbo II (608-618) distrutto e ricostruito più volte. Ci togliamo le scarpe e percorriamo insieme a Perera il perimetro dell’edificio accompagnati dai sorrisi dei monaci presenti.

Poco distante s’intravede la mole della cupola del Jethawanaramaya Dagoba che visitiamo velocemente, infine percorriamo scalzi un lungo viale che conduce a Ruvanvelisaya Dagoba un imponente tempio buddhista, voluto dal Re Dutugemunu nel 164 avanti Cristo, completamente rivestito di calce bianca e protetto da un muro decorato con un fregio raffigurante centinaia di elefanti disposti l’uno accanto all’altro.

Quando arriviamo è in corso una processione religiosa dove i fedeli portano alla base del tempio lunghe strisce di stoffa colorata che i monaci distendono lungo l’intero perimetro della cupola. L’atmosfera è davvero suggestiva e tra i fedeli osserviamo un asceta che dalle 15.00 alle 17.00 di ogni giorno rispetta una sorta di voto del silenzio.

Perera che nel frattempo ci ha raggiunto, ci invita a strofinare un piccolo bottone bianco che si trova alla base del monumento poco più in là delle vasche utilizzate per la produzione della calce e d’annusare poi la mano per sentire il profumo sprigionato dalla pietra.

Concludiamo la giornata con la visita Jaya Sri Maha Bodhiya dove è accudito il sacro albero della bodhi, una contorta pianta vecchia di duemila anni, nata da una talea prelevata in India dalla principessa Sangamitta nel luogo dove Siddartha ricevette l’illuminazione.

Altre due ore di strada per far ritorno alla nostra Guest House, prima però una breve sosta in un piccolo mercato locale per acquistare pane, formaggio e frutta per la cena della sera.

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