Dzień dobry da Varsavia

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Dzień dobry da Varsavia

Non mi sono mai perso una sola puntata di Q.B Quanto Basta, il programma di cucina e viaggi, condotto da Natascha Lusenti e trasmesso tra il 2010 e il 2014 sul canale satellitare Gambero Rosso Channel e in contemporanea su Rai 5. Ogni episodio raccontava, con una narrazione curiosa e ricca di citazioni, un “viaggio gastronomico” in una delle tante città europea. In particolare la puntata dedicata a Varsavia ( guarda il video ) mi è piaciuta così tanto che non appena s’è presentata l’occasione ho costretto Alessandro a seguirmi alla scoperta della vivace capitale polacca.

Partiamo da Milano Linate con il volo Alitalia AZ0493 delle 17.30 per Varsavia Chopin dove atterriamo due ore dopo in perfetto orario. L’aeroporto è collegato alla vicina città con una nuovissima linea ferroviaria che permette di raggiungere in pochi minuti la pulsante città nuova ( Nowe Miasto ) e l’affascinante città vecchia ( Stare Miasto ).

Abbiamo prenotato una camera al Radisson Blu Sobieski ( guarda la pagina su booking ) situato nella città nuova a pochi metri dalla fermata di Warszawa Ochota da qui il centro cittadino è facilmente raggiungibile sia a piedi camminando tra negozi e palazzi, sia utilizzando i mezzi pubblici di superficie. Arrivati in hotel e sbrigate le formalità dell’accettazione, lasciamo i bagagli in camera e dopo avere sistemato berretti e sciarpe scendiamo e c’immergiamo nel caos del traffico di punta su Aleje Jerozolimskie, un vialone a quattro corsie che taglia longitudinalmente la città sul quale s’affacciano numerosi palazzi moderni alternati a rigorosi edifici di stampo sovietico.

L’idea è di passeggiare fino all’ingresso della città vecchia per poi rifugiarci al U Kucharzy ( guarda le recensioni su Tripadvisor ) un ristorante tradizionale polacco dove le pietanze sono preparate usando solo prodotti locali e di stagione.

A circa metà strada incrociamo Warszawa Centralna, la stazione centrale della capitale polacca, costruita nel 1972 su disegno dell’architetto Arseniusz Romanowicze e completamente rinnovata in occasione dei Mondiali di calcio del 2012. L’edificio è davvero qualcosa di spettacolare costituito da un imponente tetto ondulato che s’appoggia su un parallelepipedo in vetro. Peccato che nelle immediate vicinanze è stato costruito lo Zlote Tarasy, un grandissimo centro commerciale sulla cui facciata campeggiano trionfali le insegne dei principali marchi globali come Mc Donalds, Saturn, Breska quasi a sottolineare la vittoria del capitalismo sul comunismo.

Al di là della stazione s’innalza con i suoi 237 metri d’altezza il Pałac Kultury i Nauki, guarda il sito del palazzo della cultura e della scienza ) un imponente edificio costruito nel 1955 per volere di Stalin in puro stile “classicismo sovietico”, oggi sede di musei, biblioteche, teatri, sale da concerti e cinema.

Attraversiamo il parco Ogròd Saski e incrociamo Grób Nieznanego Żołnierza ( monumento al milite ignoto ) un piccolo edificio in stile neoclassico, dove nella campata centrale del porticato arde la fiamma eterna accesa in onore dei caduti della grande guerra e dalla cui base parte un raggio di luce che taglia in due l’antistante piazzale.

Arriviamo infreddoliti e affamati nelle immediate vicinanze di U Kucharzy ma una amara sorpresa ci attente, il palazzo che ospitava il tanto anelato ristorante è in piena ristrutturazione e dell’esercizio commerciale non v’è nemmeno l’ombra. Sconfortati cerchiamo un’alternativa e c’imbattiamo in una birreria Dwóch Takich dove ordiniamo Pirogy ossia dei ravioli o panzerotti di pasta ripieni di carne e funghi, spezie e conditi con burro fuso, pancetta e cipolla; una grigliata di carne con patatine e spicchi d’aglio fritti ( contro gli eventuali vampiri in vacanza a Varsavia presumo ) e due birre artigianali.

Finalmente satolli per l’abbondate cena torniamo in hotel per il meritato riposo.

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“Lo sai perché mi piace cucinare?” “No, perché?” “Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!” - Giulia Child

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