Cena nel frutteto, emozioni, luci, suoni e prodotti a filiera corta

Cena nel frutteto, emozioni, luci, suoni e prodotti a filiera corta

Tempo di lettura 2 minuti. Colonna sonora è: Bonnie Tyler - Total Eclipse of the Heart ascolta

Siamo all’agriturismo “il Cascinetto” a Salvirola, un piccolo comune a pochi chilometri da Crema, dove Alessandra, Marco, Marta e Andrea accolgono i loro ospiti con un bellissimo sorriso per regalargli poi un’inaspettata e indimenticabile esperienza.

La tavola è apparecchiata sull’aia del vecchio cascinale o tra gli alberi di mele del frutteto; la cucina propone un menù semplice e gustoso, dove i piatti della tradizione gastronomica della valle del Po, sono preparati con ingredienti prodotti in loco o a chilometro zero.

Carne e uova di struzzo nella cucina lombarda

Al “il Cascinetto”  ( vai al sito ) la protagonista è la carne di struzzo presente in quasi tutte le portate del menù. Si possono gustare insaccati e salumi, frittate e torte salate, roast-beef all’olio del Garda, carpaccio con Grana Padano e ancora lasagne, tagliatelle, risotti, poi ancora filetti e salamelle alla griglia e per finire costate di mele, albicocche o panna cotta.

Ricette della cucina lombardo-emiliana che mamma Alessandra ha saputo reinventare, valorizzando un ingrediente proveniente dall’altro emisfero della Terra, lo struzzo.

Il menù cambia in base alla stagionalità dei prodotti e delle materie prime disponibili.

Non solo struzzo! Si può gustare un menù popolano con salumi e formaggi locali, carne salata con pesche, ravioli di magro bergamaschi, grigliata di manzo e dolci.

Meritevole e gustosa è l’agrifocaccia servita con zucchine, roast-beef, Salva Cremasco e scaglie di pistacchio oppure crema di peperoni, pancetta e scaglie di Grana Padano. Piatto unico per intenditori.

In occasioni delle serate speciali la proposta gastronomica varia e si arricchisce con alcune incursioni dal mondo delle due americhe.

Riscoprire la cascina lombarda

Nel corso degli anni il “cassinale” è stato ristrutturato e adattato alle mutevoli esigenze della produzione e vendita dei prodotti agricoli e dell’accoglienza della clientela.

Un riuso consapevole e rispettoso degli spazi che permette di riscoprire e rivivere la cascina lombarda: la casa colonica, la stalla, il fienile, l’aia e chissà magari da qualche parte nascosti ci sono ancora i manufatti della porcilaia o della colombaia.

Al “Il Cascinetto” non troverete un ulivo strappato dalle terre del sud e trapiantato in una aiuola con il prato all’inglese. Qui le travi in legno dei soffitti sono curvate dal peso di chissà quante stagioni di fieno maggese e sbiancate da decenni di sole e intemperie.

Le pareti fuori piombo, rivelano in alcune sbeccature della calce di gesso, la trama fitta dei mattoni pieni o delle volte a sesto ribassato delle porte e delle finestre.

La vecchia aia, oltre a garantire uno spazio dove desinare durante la bella stagione è ancora luogo di fatica e lavoro come lo dimostrano le cataste di ceste per la raccolta delle mele.

Certo le facciate di oggi non sono più di quel giallo milano d’antan che nel settecento punteggiava la pianura della bassa tra il Ticino e l’Adda, ma ce ne facciamo una ragione, in fondo non si può essere perfetti.

 

Il Cascinetto a Salvirola
Il Cascinetto a Salvirola

 

 

Cena nel frutteto a caccia di stelle cadenti

In occasione della notte di San Lorenzo, l’energica Marta ha organizzato una cena tra i filari del frutteto del cascinale. Un’esperienza magica tra sapori, musica, cibo e natura. Non vi annoio con i dettagli in quanto bastano le immagini.

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I contadini raccontano il territorio

Non è facile fare impresa nel settore primario: l’incertezza della collocazione dei prodotti agricoli, la stagnazione dei prezzi, i margini sempre più esigui, le complessità normative e burocratiche, l’impossibilità d’accedere a fondi per l’investimento e un mercato della domanda pilotato dalla grande distribuzione sono solo alcune delle innumerevoli difficoltà che incontrano quotidianamente i contadini di oggi.

In più ci siamo noi, consumatori “inconsapevoli” che non si pongono nessuna domanda su come si possa acquistare un pollo, già eviscerato, cotto e confezionato con poco più di due euro.
Consumatori più attenti alle features di un telefonino che a ciò che introducono nel loro corpo.

Insomma una situazione davvero difficile che obbliga i giovani imprenditori agricoli a diversificare la produzione e ad offrire servizi ma soprattutto esperienze in grado di attirare l’attenzione dei consumatori e garantire così una maggiore redditività laddove i prezzi fissati dal mercato impongono un ribasso non sempre sostenibile.

Pensare che i contadini siano semplici produttori di cibo è un grossolano errore di valutazione.
Gli agricoltori di oggi con il loro lavoro giornaliero fanno territorio, presidiandolo, curandolo e raccontandone l’eccellenza.

Agricoltura biologica, rispetto per l’ambiente, cultura ed attenzione per il cibo sono i temi che i piccoli imprenditori agricoli quotidianamente s’impegnano a portare avanti, e noi consumatori il compito di sostenerli e riappropriarci di una consapevolezza che l’economia del consumo di massa ci ha fatto dimenticare.

 

 

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